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Tasi, ad un mese dal pagamento è tutto un casino all’italiana

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tasidi FRANCO CAGLIANI

Tre settimane fa, vi avevamo annunciato che la TASI sarebbe aumentata un po’ ovunque (VEDI QUI). Oggi, a meno di un mese alla scadenza, vi ricordiamo anche che pagarla sarà il solito guazzabuglio al’italiana. La tassa sui servizi indivisibili andrà pagata in due soluzioni, il 16 giugno l’acconto e il 16 dicembre il saldo.

I Comuni, come avviene ormai da un paio di stagioni, non sono tutti in grado di inviare a casa dei cittadini i moduli precompilati per il pagamento. Stavolta, però, non c’è soltanto il rischio di qualche coda ai Caf: le amministrazioni, infatti, sono obbligate per legge, da quest’anno, a mandare a casa di chi ne faccia richiesta un bollettino. Se non saranno in grado di farlo, potrebbero esporsi anche al mancato versamento dei tributi. E questa potrebbe persino essere una buona notizia per chi non ha subito i denari necessari. Ribadiamo: una legge del 2014 ha messo nero su bianco che dal 2015 «i Comuni assicurano la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, ovvero procedendo autonomamente all’invio degli stessi modelli». Tradotto: se il cittadino ne fa richiesta, l’amministrazione è obbligata a mandare il bollettino.

I sindaci delle grandi città (Milano, Roma, Torino, Genova, Napoli, Palermo), già in questi giorni, stanno alzando bandiera bianca e stanno percorrendo una strada alternativa: mettere sul proprio sito un software di calcolo per consentire a tutti di ricostruire la Tasi da pagare. L’associazione dei Comuni, Anci, dal canto suo, spiega che tutti gli enti locali dovrebbero avere la strumentazione necessaria ad approntare i moduli. Tra l’altro, chi non adempie a questo obbligo si espone a conseguenze pesanti, perché viola una previsione di legge: in teoria potrebbero arrivare anche ricorsi o mancati pagamenti delle tasse. Anche se la stessa associazione smorza molto un pericolo di questo tipo: «L’obbligo di invio di modelli di pagamento Tasi preventivamente compilati dai Comuni non solo non emerge dalla normativa vigente, ma è nella pratica inattuabile».

Insomma, il solito rimpallo di responsabilità e la solita interpretazione della legge che neanche i bizantini…

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2 COMMENTS

  1. Per la tassa rifiuti i comuni mandano i bollettini a casa, non vedo perché non debbano farlo anche per la Tasi.
    Così è solo scaricare sui cittadini delle incombenze di responsabilità comunale. Non vedo perché uno debba perdere tempo (se la calcola da solo) o soldi (se va in un Caf) per una cosa che devono fare gli impiegati comunali.
    Se il problema è la normativa Tasi troppo complicata o il catasto non aggiornato il problema è originato dagli Enti pubblici e da loro deve essere risolto, non scaricato sui cittadini.
    Se la legge prevede l’obbligo per i comuni di inviare il bollettino e a casa non vi arriva nulla, significa solo che non dovete pagare nulla.

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