TRENORD, ODISSEA NELLO STRAZIO (PARTE SECONDA). NONOSTANTE LE PROMESSE DI MARONI

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di FRANCESCO MONTANINO

sfascio trenordTempo fa scrissi un articolo, a proposito delle vergognose ed allucinanti inefficienze del servizio di trasporto pubblico su rotaia, circolante in Lombardia. A distanza di quasi tre anni da quando raccontai una serie di disavventure vissute sulla mia pelle, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è notevolmente peggiorata nonostante le promesse da marinaio dispensate dal buon Bobo Maroni, ai tempi della campagna elettorale quando era in corsa per occupare lo scranno più alto (quello di Governatore) al Pirellone.
Ricordo ancora benissimo quelle settimane, quando nel programma dell’attuale governatore leghista c’era la promessa (naturalmente disattesa) di rendere efficiente il sistema ferroviario e di trasporto pubblico regionale, impegnandosi ad abbassare inoltre il costo per le già enormemente dissanguate tasche dei cittadini! A pagina 42 del suo programma (scaricabile sul sito www.lombardiaintesta.com) l’attuale governatore Maroni individuava infatti la liberalizzazione ferroviaria, quale strumento per ridurre le tariffe e nel contempo migliorare l’efficienza di un sistema che invece oggi è ormai al collasso! A quasi due anni dall’insediamento della Giunta Regionale governata dalla Lega, nulla di tutto questo, infatti, è stato dato vedere!
Anzi, va amaramente constatato come il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti sia stato continuamente ritoccato verso l’alto e come i dirigenti di TRENORD se ne freghino altamente dei continui disagi sopportati dall’utenza, che nel dicembre 2011 dovette anche pagare sulla propria pelle, la grottesca situazione del mancato aggiornamento del software che comunica al sistema elettronico gli orari di partenza e di arrivo dei treni!
Scene di ordinaria follia, che si sono ripetute pure quando fu indetto uno dei soliti scioperi che danneggiano i cittadini che, oltre al non poter usufruire dei convogli, dovettero anche subire l’umiliazione di ritardare ulteriormente il ritorno a casa, visto che una parte del personale di TRENORD continuo’ a tenere incrociate le braccia anche dopo l’orario in cui era stata proclamata l’agitazione!
Si potrebbe proseguire all’infinito, evidenziando ad esempio anche il comportamento arrogante di certe “risorse” straniere che salgono sui treni senza alcun titolo di viaggio o magari li considerano alla stregua di improvvisati letti su cui stendere i loro maleodoranti piedi, coperti da calzini lerci e consumati!
Se mentre, infatti, la prima parte di quella che, l’autore dell’articolo, ha ribattezzato essere un’autentica Odissea nello strazio per i pendolari era ambientata in una calda giornata di giugno nella derelitta stazione di Carimate (con tanto di conoscenza di un capotreno che sembrava essere uscito direttamente dai film di Fantozzi), ovvero ad un tiro di schioppo dal confine svizzero, stavolta è possibile idealmente identificarne la location in tutte le stazioni su cui partono o passano i treni griffati TRENORD.
Senza stare qui a dilungarsi troppo nel rinvangare la storia della società gestita dalla Regione Lombardia che prima della tragica fusione con TRENITA(G)LIA si segnalava per la puntualità ed un servizio decoroso offerto ad un prezzo tutto sommato giusto, non si può non evidenziare come da quel momento in poi sia stato un crescendo di inefficienza e disservizi inaccettabile!
Il tutto a costi che stanno diventando esorbitanti per chi usufruisce dei treni per lavoro o studio, dal momento che la tanto sbandierata mobilità sostenibile è un concetto buono solo per attrarre gli allocchi.
Basta recarsi presso una qualunque delle stazioni TRENORD per toccare con mano una realtà fatta di ritardi e soppressioni improvvise di corse, o magari stazioni che in alcuni casi versano in condizioni pietose e prive di vigilanza, che possono diventare pericolose in certi orari della giornata. Insomma, una situazione a dir poco squallida, che non può affatto essere accettata di buon grado da chi preferisce tenere l’auto nel box e provare a spostarsi in questa regione che, giova ricordarlo, dal prossimo maggio in poi ospiterà l’EXPO e che, proseguendo di questo passo, è destinata a fare una figuraccia di proporzioni mondiali!
Infatti, e’ notizia di questi giorni che qualche buontempone sta pensando di sopprimere la fermata di Busto Arsizio per i treni che partono dalla stazione di Milano Cadorna e che sono diretti o provengono dallo scalo aeroportuale di Malpensa!
Immaginabili i disagi per i tanti fruitori di quella linea (il Malpensa Express) che rischiano di trovarsi in gravi difficoltà, nel caso in cui perdano l’ultimo treno (quello delle 19.45, diretto per Novara) che passa anche per Saronno, Rescaldina e Castellanza. Un bacino di utenza molto importante, visto che parliamo di circa 150.000 cittadini che non solo rischiano di vedersi negato un mezzo di trasporto pubblico indispensabile per poter andare a lavoro o a scuola. Ma per colmo della beffa sono costretti anche di pagare addirittura di più, dal momento che i ventilati aumenti annunciati dalla Regione Lombardia sui biglietti e gli abbonamenti (secondo un’abitudine tutta itagliana, di far pagare alla collettività sprechi, inefficienze e disservizi, cui la Lega Nord si è naturalmente adeguata) che è intollerabile oltre che squallida, scandalosa e vergognosa! E menomale che il buon Maroni parlava nel suo programma elettorale di “mobilità sostenibile”!
È da ladri, infatti, chiedere continui aumenti delle tariffe ai pendolari, offrendo in cambio loro un servizio a dir poco scadente. Ritoccare verso l’alto le tariffe, senza che a ciò corrisponda un effettivo miglioramento nella qualità del servizio, è del resto un qualcosa di già abbondantemente visto in questa repubblica delle banane, dove come sempre chi sbaglia non paga mai!
E proprio per proseguire sulla scia del mai desueto detto “Paga sempre Pantalone”, nei giorni scorsi sulla rete è circolato un video con il quale alcuni piccoli delinquenti in erba hanno sfasciato e divelto i sedili del treno Milano-Laveno. Scommettiamo che qualche giudice imbecille e parassita, in nome del politically correct tanto di moda in questo ridicolo paese, sicuramente troverà il modo per farli passare per santi? Tanto, alla fine sono sempre i soliti fessi quelli che pagano…

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