di MARIETTO CERNEAZ Anche se da qualcuno di area governativa sono arrivate timide aperture al referendum catalano, ieri Rajoy ha subito preso le distanze, alzando la voce e affermando che lui “non vuole essere il liquidatore della Spagna”. Così, la “crisi costituzionale spagnola” è strettamente legata alla voglia di secessione della sua più importante e ricca regione. Come da programma sottoscritto dalla attuale maggioranza della Generalitat, la Catalogna ha dichiarato che – 18 mesi dopo il percorso istituzionale per svolgere il referendum – è pronta a dichiarare immediatamente l’indipendenza, qualora il referendum stesso non fosse approvato dalle autorità centrali. A riscriverlo è “El Pais”, che in realtà scopre solo l’acqua calda, visto che la notizia era conosciuta da tempo (vedi l’intervista di Leonardo Facco a Elisabet Nebreda). Il procuratore generale spagnolo José Manuel Maza è chiamato a esaminare e verificare la legalità di un piano disegnato dall’amministrazione della Regione Catalogna per attivare il processo di secessione dalla Spagna. La procedura scatterebbe immediatamente, a settembre o al massimo ottobre (come dichiarato da…















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