Uscire dall’euro: troppo facile da raccontare, meno da praticare

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di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI In questi giorni ci viene propinato, con intensità crescente, il mantra dell’uscita dall’euro. Illustri scienziati (ricordatevi che i cosiddetti scienziati ce li siamo già trovati sulla schiena, recentemente)  hanno blaterato che la soluzione del problema Italia sarà risolto uscendo dall’euro. Visto che su ogni argomento l’ultima cosa cui pensano i proponenti è l’interesse dei cittadini, mai come ora bisogna porsi la domanda “cui prodest” tanto fervore ? Premetto che sono sempre stato contrario all’ingresso nell’euro e quindi pesante critico di Prodi e di Ciampi.  Anzitutto cerchiamo di indagare il motivo per cui ci siamo entrati e le conseguenze che abbiamo subito. La decisione, presa dai cosiddetti politici, è stata sollecitata da alcuni anni di svalutazione a due cifre. Questa svalutazione ha favorito le nostre esportazioni, ma ha penalizzato le importazioni. Il bilancio è risultato abbondantemente negativo. Tutte queste acrobazie, inoltre,  non hanno impedito la continua crescita del debito pubblico. Sono partite le “trombonate” sull’Europa che deve essere una e indivisibile…

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