VIETATO RICORDARE TIENANMEN A HONG KONG. LA CINA È SEMPRE PIÙ CRIMINALE

di MARIETTO CERNEAZ

Il partito criminale cinese, guidato da Xi Jin Ping, ha vietato la veglia – ed è la prima volta che accade in 30 anni, per ricordare il massacro di piazza Tienanmen ad Hong Kong. La polizia ha opposto “una lettera di obiezione” all’annuale celebrazione con le tradizionali candele del 4 giugno in ricordo delle proteste di massa del 1989, anticamera della caduta dell’ex Unione sovietica e dove la repressione comunista cinese fece un numero tuttora imprecisato di vittime.

Ovviamente, tutto ciò è riuscito grazie alla nuova legge liberticida sulla “sicurezza nazionale, e con la patetica scusa del Covid19 e delle regole adottate (come stop ad assembramenti e manifestazioni).

La stampa igienica italiana, dichiaratamente schierata col metodo cinese, ovviamente tace e non approfondisce.

In Europa, solo Boris Jhonson alza la voce e insiste, facendo infuriare la nomenklatura terroristica cinese. Il premier britannico ha reiterato ufficialmente la posizione di Londra, già espressa dal ministro degli Esteri Dominic Raab, la settimana scorsa. E cioè: se Pechino non dovesse fermarsi sulla discussa legge per la sicurezza nazionale (già approvata ufficialmente dall’assemblea del partito), il Regno Unito è pronto a offrire una cittadinanza agevolata a quasi tre milioni di residenti a Hong Kong (su sette milioni complessivi) che già hanno diritto al passaporto britannico.

Come sempre accade, è stata dura la risposta di Pechino. “Consigliamo alla Gran Bretagna di allontanarsi dal baratro, abbandonare la mentalità da Guerra Fredda e coloniale e riconoscere e rispettare il fatto che Hong Kong sia tornata alla Cina”, ha affermato Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese, invitando Londra a “smettere immediatamente di interferire negli affari di Hong Kong e negli affari interni della Cina, o questo sicuramente gli si ritorcerà contro”.

Lo scontro tra Hong Kong e Cina, di cui questa rivista non ha mai smesso di parlare, segna un confine tra il mondo occidentale e dalle parvenze quantomeno liberal-democratiche e la tirannia comunista. Tacere sulle malefatte di un regime dittatoriale è un crimine contro l’umanità. È ora e tempo che si smetta di legittimare i satrapi con gli occhi a mandorla.

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