Boldrin sculaccia landini, ma il suo “efficientismo statale” non convince

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di CLAUDIO ROMITI Dopo aver assistito al duro confronto dialettico, nel corso del salottino mediatico condotto dalla rossa Gruber, tra il  leader della Fiom Maurizio Landini e il presidente di Fare Michele Boldrin, mi sto sempre più convincendo che quest'ultimo rappresenti  una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde della politica italiana. Infatti il professore veneto risulta tanto efficace nel demolire, utilizzando una serie di evidenti presupposti di natura liberale, le strampalate tesi stataliste dei suoi interlocutori (da questo punto di vista non ho difficoltà ad ammettere che nei riguardi di Landini, Boldrin è stato di una efficacia quasi entusiasmante), quanto sconcertante in merito ad alcuni indirizzi politici e programmatici con i quali da tempo cerca di caratterizzare il suo piccolo partito. A prescindere dal già dibattutto codice etico, dai risvolti a mio avviso piuttosto discutibili, basta riprendere il mano il resoconto della  conferenza stampa che la Rai ha de
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