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Charlie hebdo, i fanatici del “dio stato” contro i fanatici di allah

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hebdo1di LEONARDO FACCO

Il giorno dopo la carneficina di Parigi, nella quale l’intera redazione del giornale satirico “Charlie Hebdo” è stata sterminata da dei fanatici religiosi, ci ritroviamo schiacciati tra l’incudine dei falsi perbenisti – perlopiù catto-comunisti – che popolano i media (difensori a posteriori della libertà di stampa, visto che quando un giornale danese pubblicò le vignette contro Maometto definirono quelle pubblicazioni troppo provocatorie) e il martello di certa cialtroneria politica che, a prescindere, strumentalizza il massacro di “matrice islamica” per colpire alla pancia i futuri elettori.

Mi fa schifo vedere un tizio come Vauro, fiancheggiatore da sempre dei peggio regimi collettivisti, piangere lacrime di coccodrillo per i colleghi comunisti del settimanale francese. Quando, invece, Roberto Calderoli (personaggio patetico sia chiaro) mostrò uno squarcio di maglietta con una illustrazione satirica danese, proprio lui fu tra i capofila del linciaggio dell’esponente leghista (additato persino come responsabile delle sommosse contro un’ambasciata italiana in Nordafrica). Per quanto squallido possa apparire l’ex ministro (e ve lo dico a ragion veduta, conoscendolo molto bene), non faceva altro che difendere, a modo suo, la libertà di critica e di stampa.

Mi fa altrettanto schifo, però, la ridda di parassiti che in gergo si definiscono politici, che prendono al volo l’occasione, l’eccidio infame, per annunciare liste di proscrizione verso taluni immigrati, che chiedono bombardamenti a pioggia in terra mediorientale, che propongono drastiche soluzioni contro l’immigrazione quando invece, mentre loro stessi stavano al governo, finanziavano coi soldi dei contribuenti campi nomadi e strutture di accoglienza, oppure garantivano, e costruivano, alloggi pubblici agli stranieri in Italia. Diciamolo chiaro: se l’immigrazione è un problema è perché queste due fazioni lo hanno creato ad hoc.

“Lo Stato è quella finzione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti”, spiegava Frédéric Bastiat. Possibile che a nessuno venga il sospetto che il fenomeno migratorio in genere sia uno strumento essenziale a disposizione degli statalisti per continuare a metterci gli uni contro gli altri? Da un lato, ci stanno le prefiche, i perbenisti appunto (giornalisti, cattolici sinistri, associazioni di pseudo-volontariato, esponenti di varia estrazione del main-stream, ecc.), dall’altro ci stanno i rappresentanti della casta, che usano il negro di turno per difendere improbabili nazionalismi, ridicole sovranità, tradizioni vere e/o presunte. Entrambe le fazioni di cui sopra, immorali e senza alcun rigore teorico, che compongono insieme l’incudine e il martello, incarnano lo stesso fanatismo religioso (incardinato sulla ricerca del potere) dei tre killer che hanno impallinato i redattori di Charlie Hebdo. Sono semplicemente l’altra faccia della medaglia, hanno un porco da venerare che si chiama Stato (che è maldestramente interventista), ed è il loro dio, a cui rivolgono quotidianamente le loro preghiere laiche, finanziandole coi denari che estorcono a chi è costretto a pagare le tasse.

Poi, c’è chi, come il sottoscritto, figlio di emigranti ed emigrante, appartiene ad una piccola minoranza al di fuori di questi due schieramenti, segnala da tempo questo stato di cose, oltre a denunciare la sconfitta del buon senso, delle più elementari regole di convivenza (che ammettono, peraltro, il sacrosanto diritto di escludere), della logica, ma soprattutto del rispetto dei tre, unici e principali diritti che si conoscano: quello alla vita, alla libertà ed alla proprietà.

L’Islam, come lo Stato, è in antitesi con le libertà individuali. Ma da quest’orgia di ipocrisia, che caratterizza i personaggi che oggi vengono intervistati ovunque (scegliete voi i nomi che preferite tra i due schieramenti), io mi tiro fuori e ricordo, anche a certuni malpancisti che si professano liberali che – come dice Daniel Krawisz – “Quando le persone hanno paura smettono di pensare”.

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15 COMMENTS

  1. I cosiddetti benpensanti vogliono capire che gli islamici CI HANNO DICHIARATO GUERRA ?
    Senza passare per i soliti ambasciatori, senza adottare le procedure classiche, ma ce l’hanno dichiarata.
    Quindi , volenti o no, a guerra si risponde con guerra fucilando tutti i nemici colti sul proprio territorio in atti di guerra e/o di spionaggio , nonchè mettendo in campi di concentramento i pacifici appartenenti al fronte nemico.
    Prego di vedere un mio vecchio articolo sul quarto tentativo di invasione islamica, pubblicato su Miglio Verde.

    • fucilazioni? campi di concentramento? questa mi sembra proprio follia! lei concepisce gli islamici come un tutt’uno e propone delle soluzioni indiscriminate degne di un Hitler, di un Mussolini o di uno Stalin. Capisco che uno abbia paura. Ma aggredire milioni di innocenti sarebbe abominevole e – piccolo particolare – causerebbe ritorsioni a non finire. Per non parlare di quanto lo stato di guerra finisca per consegnare poteri dittatoriali agli stati e ai loro governi. Difendiamoci da chi ci aggredisce realmente, da chi ci aggredisce nella realtà e non nelle nostre fantasie, e cerchiamo la pace col resto del mondo. I fans della terza guerra mondiale sono un pericolo per l’occidente quanto i fanatici islamici e i terroristi.

  2. BEN DETTO !!
    Se fosse rispettata e universalmente diffusa la proprietà privata, senza “proprietà pubbliche” (aree del ladrocinio), solo l’efficienza e la capacità di far fruttare bene le proprie proprietà nella produzione e nello scambio guiderebbero lo spostamento dei popoli e delle culture, in modo pacifico e giusto. Trionferebbero per definizione i popoli e le culture più civili.

  3. E se tutto questo non fosse che una messinscena ad opera dello Stato profondo? Un evento per far approvare una specie di Patriot Act alla francese, destinata a essere usata come mazza non contro i musulmani (comunità protetta dai poteri forti) ma contro gli autoctoni. È possibile che il signor Facco sottovaluti la pericolosità degli psicopatici (escludo che siano degli incoscienti) ai vertici del paese.☺

  4. Rimanendo nell’orticello nostrano mi chiedevo… ma tutti sti garantisti della libbbertà di pensiero che si struggono e si stracciano le vesti mentre mi stracciano qualcos’altro, sono gli stessi che, tanto per non andare troppo indietro, poco tempo fa facevano scena muta mentre un tizio vestito da nazista dell’hillinois si beccava una denuncia per apologia di fascismo ? Sono per caso quelli che “bisogna porre dei limiti alla libertà su internet” e via cialtroneggiando ?

  5. Non c’è dubbio che tutte le politiche immigratorie italo-europee siano demenziali.

    Vengono fatte da personaggi privi di scrupoli e riguardi di sorta per la gente comune.
    Non solo li vessano in ogni modo, ma rendono loro la vita difficile lasciando che una pressione migratoria di proporzioni bibliche avvenga senza efficaci controlli e filtri.

    L’immigrazione verso l’europa è di fatto libera, indisciplinata, incontrollabile, inarrestabile.
    La porta più grande e sempre aperta è quella italiana.

    Questa immigrazione, di fatto ed in conseguenza di altre leggi che gli stessi delinquenti politici promulgano, minaccia la nostra vita, la nostra libertà, e la nostra proprietà.
    Basta guardarsi attorno.
    Basta leggere i giornali e controllare come sia costituita la popolazione carceraria.

    A tutto c’è un limite.
    Anche all’immigrazione.

  6. OOOOOooooooHh! Finalmente! il primo commento veramente condivisibile fino in fondo letto sulla vicenda! Per chi non vuole stare ne con l’Islam, ne coi i suoi simpatizzanti anticapitalisti, ne con i paranoici guerrafondai neomaccartisti che in preda alla paura invocano un super stato super aggressivo!

    Devo dire che il Miglio vale tutto il prezzo dell’abbonamento, è un giornale unico e originale e di altissima qualità!

  7. Eliseo blindato. Hanno sterminato la redazione di un giornale satirico e fuori dai palazzi aumentano le pattuglie.
    E’ la miglior risposta su quali siano i veri responsabili di questi crimini, gli stati e le loro istituzioni.

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