di DANIEL MOSCARDI L’elite nobiliare-massonico-affarista che rappresentava uno “zero virgola” della popolazione italiana al 1860 riuscì a conquistare il potere attraverso il cosiddetto Risorgimento anche perché conosceva bene due concetti fondamentali per la conquista e il mantenimento del potere. Il primo era quello che una minoranza ben organizzata avrà sempre ragione di una maggioranza disorganizzata, come teorizzerà magistralmente Gaetano Mosca qualche decennio più tardi nei suoi scritti politici. Il secondo era quello che, una volta conquistato il potere, occorreva gettare sulle dinastie degli Stati che avevano appena abbattuto il maggior discredito possibile, facendoli passare per biechi reazionari che tenevano i propri sudditi in condizioni miserevoli di orrendo malgoverno. Prendiamo la Toscana, ad esempio. Il 27 Aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Asburgo Lorena preferisce fuggire a Vienna con i soli abiti che aveva addosso lui e la famiglia, piuttosto che entrare in un’altra guerra (dopo quella del 1848) contro l’Austria. Uomo fondamentalmente pacifico, tanta era la sua attenzione verso l’esercito e le cose militari,…















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