Egitto, il crepuscolo del presidente Obama

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di FABIO GHIA TUNISI – E’ dall’inizio delle rivoluzioni arabe, gennaio 2011, che molti interrogativi sulla politica estera statunitense sono rimasti senza risposta. Perché il completo ritiro degli USA dall’area del Mediterraneo; il loro appoggio incondizionato alle forze islamiste del dopo rivoluzioni arabe; il sostegno finanziario al Comitato Nazionale Siriano, nonostante la presenza di oltre quindicimila Jihadisti salafiti; il completo abbandono di personaggi quale Hosni Mubarak, Ben Alì, lo stesso Gheddafi; la chiara volontà ad appoggiare forze “radicali” per l’eliminazione fisica di personaggi politici (Saddam, Gheddafi e Assad)? I dubbi e le perplessità sono via via aumentati, oltre che per i fatti del Mediterraneo, anche per i risultati ottenuti in Iraq, che mensilmente conta più di un centinaio di vittime del “terrorismo”; in Afghanistan, dove le forze della coalizione non fanno altro che “rintanarsi” sempre più nelle proprie basi onde evitare di essere fatti fuori dai Talebani; per finire con le silenziose dimissioni date dalla Clinton (cui si devono aggiungere anche quelle misteriose del Capo…

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