di GILBERTO ONETO
Ernesto Galli della Loggia è uomo colto e intelligente che però è vittima di un tormento interiore, di una scelta dolorosa e sempre rimandata, che sembra essere riassunta dal suo cognome, in bilico fra celtismo padano e italianità massonica, fra ribellistico slancio di libertà gallico e costrizioni mentali da setta patriottica.
Il suo impegno esprime la dilaniante contrapposizione fra la constatazione del fallimento dell’Italia unita e la necessità di continuare – oltre ogni ragionevole dubbio – a sostenerne l’intangibilità.
Le sue critiche agli esiti politici, economici, sociali e culturali della società italiana sono devastanti ma continua a rifiutarsi di ammettere che non si tratta del risultato di una cattiva esecuzione o gestione di un progetto (l’unità) ma dell’inevitabile conseguenza dell’errore di fondo che è stato di voler mettere assieme cose e parti che non possono stare assieme. Questo suo impegno a voler salvare a ogni c
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