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«io qui non muoio nemmeno se mi ammazzano»

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schio_suicididi ENZO TRENTIN

Cita Giovannino Guareschi – che nel 1944 da un campo di concentramento in Germania, scriveva appunto: “io qui non muoio nemmeno se mi ammazzano” – l’imprenditore veneto che si dice contrario a seguire l’esempio dei 429 suicidi, tra il 2012 ed il 2014, provocati dalla disperazione dovuta alla profonda crisi economica ancora in atto. Sottolineando come quelle persone che si sono tolte la vita, il 45% erano imprenditori ed il 42% disoccupati, mentre nessun caso si è verificato tra politici e burocrati.

E in una lettera-denuncia che alleghiamo integralmente (questa: LETTERA_ROBERTO-PORCU), inviata all’ARPAV di Venezia, al Comune di Marcon (dove risiede), alla Provincia di Venezia, e al dipartimento prevenzione dell’USLL n° 12, denuncia le vessazione, i disservizi, gli assurdi oneri economico-burocratici, e rivendica le sue buone ragioni.

Roberto Porcù, ex presidente della LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) titolare di un’azienda di materie plastiche, è il prototipo dell’imprenditore che ha contribuito a quello che fu definito il miracolo economico del nord-est, il quale viene oggi messo sotto accusa da denunce anonime attraverso le quali la burocrazia lo ha costretto a sospendere la produzione industriale.

Rimboccandosi le maniche, a suo tempo, ha costruito la sua abitazione in un tutt’uno con il capannone che ospita la sua azienda nella zona industriale di Marcon (VE). Egli si vede costantemente “perseguitato” da una burocrazia inefficiente e depauperatrice, che assieme a una politica ottusa sta portando le aziende ed i giovani a fuggire dall’Italia, mentre lascia entrare i derelitti di tutto il mondo, con conseguenze facilmente intuibili.

È anche da questo tipo di comportamenti che nasce lo spirito indipendentista dei veneti. Sarebbe auspicabile che quegli avvocati dichiaratamente indipendentisti [che molto si sono spesi e battuti per gli illegittimi imprigionamenti dei patrioti veneti] creassero una sorta di “soccorso anti burocrazia”; mentre per tutti gli indipendentisti eletti nelle istituzioni italiane, è questo il momento opportuno per azioni che giustifichino la loro presenza nei gangli di quello Stato dal quale vogliono dividersi per mezzo dell’autodeterminazione.

Roberto Porcù, infine, conclude con un appello: «Se condividi quanto affermo, fai girare questo messaggio quanto ti è possibile ed attacca uno straccio al paraurti della tua auto o fa che sporga dal bagagliaio senza nascondere la targa. Come Cittadini disorganizzati non possiamo per ora fare granché, ma facendo vedere gli stracci ai quali ci hanno ridotti, almeno contiamoci e prendiamo le distanze da questi malfattori in giacca e cravatta

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