La disgregazione del Belgio alla prova delle elezioni Europee

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di CLAUDIO FRANCO Le elezioni europee che si terranno nella primavera del 2014, giorno dopo giorno occupano sempre più spazio nei media e nella considerazione dell’opinione pubblica. Sono viste come un nuovo “anno zero” per l’Unione Europea, le cui istituzioni dovranno fronteggiare l’avanzata, ormai data per certa, dei partiti euroscettici. Nel frastuono della discussione e della politica, passa in secondo piano un altro avvenimento riguardante Bruxelles, e che segnerà il volto dell’Europa, forse ancora più delle consultazioni UE: le elezioni federali del Belgio. Sicuramente prima di maggio ci sarà modo di parlare approfonditamente della situazione politica di questo particolarissimo Stato di circa 11 milioni di abitanti, per analizzarne caratteri, prospettive, contraddizioni. Già oggi però, sembra giusto dare un’idea del sistema giuridico-costituzionale in cui i partiti belgi (sarebbe meglio dire fiamminghi e valloni – infatti partiti unici per tutto il Belgio non esistono più) si sono mossi sinora e che essi stessi hanno contribuito a modificare negli anni. Un’idea, appunto, perché la complessità del sistema richiederebbe volumi e…

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