di CLAUDIO ROMITI Introducendo l’ennesima infornata di nuovi assunti nel settore dell’istruzione pubblica, il premier Letta ha così commentato: “Ci interessa ricominciare a investire sulla scuola e l’istruzione dopo anni di tagli, perchè sono il centro per il rilancio del nostro Paese. Abbiamo messo a punto alcune prime risposte, ne verranno altre”. Tanto è vero che la ministra dell’istruzione Carrozza gli ha fatto eco, annunciando un piano triennale per la sistemazione di ben 69.000 nuovi insegnanti,oltre a 16.000 tra bidelli e impiegati amministrativi. Tutti in carrozza, allora. L’enorne stipendificio che non ha eguali in Europa, e forse nel mondo, sta per allargare i suoi inverosimili confini. In particolare, un buona percentuale dei nuovi entrati sarà riservata ai cosiddetti insegnanti di sostegno, una qualifica la quale, sebbene solo pochi anni addietro non esisteva, oggi sembra diventato il refugium peccatorum per molti aspiranti al posto fisso nella scuola. Tutta gente che si propone per “sostenere” il disagio, vero o presunto, di tanti discenti, in cambio di un…















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