Tosi: “appoggio le olimpiadi a roma e penso prima all’italia”

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di REDAZIONE Non è Renzi l’unico Matteo ad avere problemi in casa. Anche Salvini, nonostante l’ascesa elettorale della Lega, deve fare i conti con l’attivismo del rivale Flavio Tosi. Che contesta la svolta lepenista, strizza l’occhio a Passera e - nei giorni in cui il segretario lancia a Roma la sua nuova creatura politica per il Centro-Sud - sbarca a sua volta nella Capitale per «sponsorizzarne» la corsa olimpica. Un derby «padano» giocato tutto all’interno del GRA. Tosi, anche lei «riparte» da Roma? «Quello di martedì sui Giochi è il primo evento della mia Fondazione a Roma, ma al Centro-Sud sono "operativo" da un pezzo: dal 6 ottobre dell’anno scorso quando lanciammo la Fondazione. E ancora da prima». Prima di Salvini, vuole dire? «Beh, sì, è una verità storica. E allora per molti in Lega ero un eretico». Perché appoggia la corsa di Roma alle Olimpiadi? «Principalmente per la riforma del Cio che permette di organizzare i Giochi su più sedi. Roma
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2 COMMENTS

  1. 05/12/1999, manifestazione della Lega Nord a roma*…gia passati15 anni…
    Allora Tosi era in piena fase ascendente (pochi mesi dopo avrebbe ottenuto la poltrona di consigliere regionale veneto) e certe passerelle gli facevano molto comodo, così non ci stupiamo di trovarlo a partecipare con “vivo” entusiasmo a quell’avvenimento celebrato col famoso manifesto del “marciamo su roma” con tanto di Colosseo in fiamme.

    I presidenti delle Camere, Violante e Mancino, si erano rifiutati di incontrare una delegazione del corteo, bollando quella manifestazione come “secessionista e insulto per la capitale d’Italia”.

    I toni secessionisti e antinazionalisti sono evidenti e non possono non sfuggire ai media; oltre agli slogan per la libertà della Padania si sentono cori come “Nerone ce l’ha insegnato, bruciare roma non è reato” oppure “Noi che siamo padani abbiamo un sogno nel cuore bruciare il tricolore”.

    Ed è proprio dopo aver registrato il coro sul tricolore, cantato ai piedi della statua dell’Alberto da Giussano da una parte del corteo che vi passava accanto, che l’inviata del TG3 pesca il giovane Tosi, felice di farsi intervistare come un anonimo militante, con tanto di classico foulard verde al collo, per una comparsata in uno dei TG di punta.

    Alla domanda: “Perchè è così importante Alberto da Giussano?” la replica di Tosi è da manuale: “Perché Alberto da Giussano è un simbolo di libertà: ha combattuto per la libertà del Nord e quindi anche noi vogliamo lo stesso risultato, la libertà del Nord”.

    * Roma scritto in minuscolo, come richiesto da Salvini quando anche lui era in fase ascendente: “d’ora in poi per me roma si scriverà sempre così: fatelo anche voi”, raccomandava.

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