Ruffato (ncd): “sosterremo il diritto dei veneti a indire un referendum”

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di REDAZIONE ”Sosterremo in tutti modi le azioni del presidente della Regione Luca Zaia e della Giunta regionale perché i veneti possano legittimamente esprimersi con una consultazione referendaria sull’ipotesi di un Veneto autonomo o di un Veneto indipendente”. Il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato annuncia così la ‘strategia’ difensiva dell’assemblea legislativa del Veneto dopo che il Governo ha impugnato di fronte ai giudici della Corte Costituzionale le due leggi approvate a metà giugno che autorizzano la Regione Veneto a promuovere un doppio referendum, uno sull’autonomia e uno sull’indipendenza del Veneto. Affiancato dai primi firmatari delle due leggi –Costantino Toniolo e Carlo Alberto Tesserin (entrambi Ncd) per la legge 15 sull’autonomia del Veneto, e Stefano Valdegamberi (Futuro popolare) per la legge 16 sull’indipendenza, e dal costituzionalista Mario Bertolissi, Ruffato ha rivendicato il pieno diritto dei cittadini a esser
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3 COMMENTS

  1. quoto Jacopo.
    o si è nel diritto internazionale e si va avanti senza perdere altri anni oppure si vuol proprio cercare d infangarsi nella burocrazia ‘talgiana.

  2. Eccola qua la grande controffensiva dei nostri politici Veneti: il ricorso alla corte costituzionale dello stato italiano su di una materia che non è competente.
    Altri soldi buttati al macero invece di accantonarli per l’organizzazione del Referendum, altro tempo perso per nulla, giacché si conosce già l’esito, ma vi è una sicura garanzia: la conservazione della propria poltrona.
    La Catanunya e la Scozia se ne sono sbattuti altamente del divieti imposti e hanno indetto il Referendum alla faccia dei propri despoti. Questi sono i veri indipendentisti, altro che gli italiani che comodamente siedono in regione Veneto.

    • @Jacopo
      Veramente in Catalogna non è ancora certo che il referendum venga auto-indetto dalla Generalitat come promesso.
      Per quanto riguarda quello scozzese, il referendum è stato legalmente concesso dal governo di Londra dopo consultazioni con quello di Edimburgo.

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