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Renzi verso una exit strategy. sa che presto arriverà la troika

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di FABRIZIO DAL COL

figlio_di_troikaNella Ue, da qualche mese a questa parte, si sta lavorando solo per giustificare la deflazione Europea, che a loro dire avrebbe un solo colpevole: il petrolio. Poveri imbecilli, nemmeno i ragazzini avrebbero il coraggio di giustificarsi con scuse così patetiche. Scaricare sull’oro nero gli errori fin qui commessi dall’Unione Europea puzza tremendamente, anzi credo che abbiano solo aspettando l’occasione giusta per tentare di giustificarsi.

Sarà, ma la questione petrolifera è come una bomba ad orologeria: è lì pronta ad esplodere  al momento giusto, ovvero non appena le borse avranno terminato il loro rally e bruciato quella montagna di miliardi necessari a ridisegnare l’assetto economico del vecchio continente. Che la moneta unica non avesse vita lunga lo avevo già scritto più volte, ma che la Ue finisse col cavalcare questa situazione per prepararsi al terribile evento non ci avrei mai creduto.

Detto ciò, la boutade della Merkel sulla Grecia non è stata solo un test, anzi è servita anche a verificare le reazioni degli altri stati, che in attesa di ciò che accadrà dopo il voto in Grecia hanno invece preferito non commentare le prese di posizione tedesche. In sostanza il ghota europeo sta cercando un alibi perfetto, vuole evitare di essere accusato come il solo responsabile del fallimento della moneta unica e mentre la Germania, durante la crisi ha imposto lacrime e sangue alla Grecia, ora non intende passare come suo carnefice e aveva fatto intendere di voler appoggiare una eventuale uscita dall’Europa. Quindi, quale opportunità migliore del petrolio avrebbero potuto trovare tutti gli attori europei?

Ma non finisce qui, se salta l’euro salta pure l’unificazione europeane di conseguenza anche l’intero progetto europeista. Di più, i cosiddetti Piigs, che si sono dovuti autodistruggere per onorare dei parametri  europei sbagliati, si ritroveranno a dover ricostruire una economia perduta senza alcuna possibilità di accedere agli aiuti europei. Un bel quadretto insomma, come dire che la Ue a trazione tedesca è già pronta a dividersi sfruttando tutte quelle risorse gratis pervenute dalla Ue mediterranea, ma lo potrebbe fare solo se la Ue che conosciamo oggi fosse costretta a saltare.

E’ del tutto evidente che questa Europa non potrà resistere ancora molto, troppe sono le differenze tra gli stati, troppi sono gli errori,  troppe sono le discriminazioni tra i popoli, e visto che nessuno ha fatto sì che si potesse salvare questo pachiderma finito nella melma, la logica vorrebbe che ora si ammettesse il fallimento del progetto europeo. Ma come abbiamo detto sopra, troppe sarebbero le responsabilità, nessuno avrebbe avuto una giustificazione plausibile alle imposizioni imposte agli stati, e tanto meno oggi avrebbe i denari necessari a salvare gli stati finiti in disgrazia. Tuttavia, va detto che gli stati che hanno già chiesto gli aiuti oggi non sono più stati sovrani, ragion per cui  finirebbero a carico di coloro che nella Ue gli aiuti non li hanno ancora chiesti, oppure a quegli stati che sono più solidi.

Nel frattempo, in Italia si propina l’idea di una totale trasformazione anche se a tutt’oggi, dopo un anno di cure renziane, ancora non si è visto nessun beneficio per le famiglie. Renzi ha fatto il furbo, oggi si atteggia a statista e crede che la situazione politica volgerà a suo favore, ma già oggi sa che il suo tempo è scaduto e che entro marzo la Troika si insedierà al suo posto. Ecco perché vuole più ritmo, vuole approvare i decreti in fretta per dimostrare di aver cambiato l’Italia, e avere anche il tempo di prepararsi una exit strategy prima dell’arrivo dei commissari internazionali. Ma nella realtà è riuscito solo a togliere competenze alle regioni per centralizzare ancora di più lo Stato.

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2 COMMENTS

  1. Il mondo vive in un equilibrio precario.
    In ogni ambito.
    Finanziario, militare, politico, economico, religioso, sociale, etc.
    Interconnessi tra loro necessariamente.

    Gli stati e la politica hanno fatto e fanno di tutto per creare mantenere questa precarietà.
    I popoli subiscono e pagano.

    La precarietà è quella stabilità invocata , appunto, dalla classe politica.

    Io non vedo l’ora che le crepe che esistono in questa precaria situazione si trasformino in voragini senza limite.
    Sarà l’occasione del riscatto di miliardi di persone.

  2. Renzi è un pagliaccio che crede di incantare con le parole e di risolvere i problemi rimandandone la soluzione.
    E’ il massimo che può dare !
    Altro che exit strategy !

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