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Tutela delle minoranze linguistiche, proposta di guadagnini

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veneto lengoaRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

PROPOSTA DI LEGGE STATALE da trasmettere al Parlamento Nazionale ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione d’iniziativa del Consigliere Guadagnini

MODIFICA DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1999, N. 482 “NORME IN MATERIA DI TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE”

R e l a z i o n e:

Con l’approvazione della legge 13 aprile 2007, n. 8 “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”, la nostra Regione  si è dotata  di uno strumento di fondamentale importanza per la salvaguardia della lingua veneta.

La presente proposta di legge statale è la naturale prosecuzione di quella iniziativa.

Con la legge 15 dicembre 1999, n. 482 “Nome in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” il parlamento italiano ha posto fine, a oltre cinquant’anni di distanza, a una …dimenticanza clamorosa (la costituzione dichiara, infatti, all’articolo 6 “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”), ma ha scandalosamente ignorato il Veneto e la sua lingua.

Nella risoluzione adottata il 16 marzo 1988 il Consiglio d’Europa afferma nel preambolo della “Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie”, “il diritto delle popolazioni ad esprimersi nelle loro lingue regionali o minoritarie nell’ambito della loro vita privata e sociale costituisce un diritto imprescrittibile” e più avanti “la difesa e il rafforzamento delle lingue regionali o minoritarie nei vari paesi e nelle varie regioni d’Europa, lungi dal costituire un ostacolo alle lingue nazionali, rappresentano un contributo importante all’edificazione di un’Europa basata sui principi di democrazia e di diversità culturale”. E’ auspicabile quindi che pochi ultimi anni che ci separano dal terzo millennio diventino gli anni della tutela, dello sviluppo e della promozione delle lingue e delle culture regionali senza naturalmente che questo pregiudichi il processo di integrazione europea né la facilità di contatti fra i singoli popoli.

Anzi, gli stati più avanzati e rispettosi dei diritti delle minoranze hanno capito che quando un popolo è cosciente della propria identità, è più disponibile alla comprensione delle culture altrui, è più rispettoso delle caratteristiche e delle peculiarità degli altri popoli, è meno portato a misurare la civiltà o l’inciviltà altrui sul proprio metro.

E su “Parlare l’Europa” volumetto edito dal Bureau Europeo per le lingue meno diffuse si legge:

“A volte si crede che le lingue più usate abbiano più valore e siano migliori solo in virtù del loro potere economico e del loro prestigio sociale.

Il concetto di lingua superiore non ha alcun senso, ed è da parecchio tempo che nessuno ci crede più.

Si riteneva anche che esistessero lingue superiori, ma questa idea non trova più seguito. All’idea di lingua inferiore corrispondeva l’idea perversa di popolo inferiore. (E su questa idea razzistica, sul tentativo di far passare per sottosviluppato chiunque parlasse veneto, il mondo della politica e della cultura italiana hanno continuato e continuano a martellare incessantemente).

–      OGNI LINGUA PUÒ RISPONDERE ALLE NOSTRE ESIGENZE;

–      Ogni Lingua Ha Un Proprio Valore Unico E Intrinseco;

–      Ogni Lingua Rappresenta Un Arricchimento Per L’umanità”.

Questo ha un significato del tutto particolare nella nostra regione: il veneto è parlato correntemente dalla stragrande maggioranza del nostro popolo, la lingua veneta è la lingua parlata dalla percentuale più alta fra le lingue parlate dai vari popoli presenti all’interno dello stato italiano secondo l’ultima statistica Istat; nella nostra terra continuano le manifestazioni per la tutela e la valorizzazione della lingua veneta.

    Va altresì ricordato che:

–      la lingua veneta è riconosciuta come tale da importanti documenti linguistici come l’UNESCO Red Book of Endangered Languages del professor Tapani Salmiden (Università di Helsinky), The Ethnologue Languages of the World 13th Edition – Summer Institute of Linguistics- Dallas, Texas-USA;

–      il Consiglio regionale del Veneto in data 22 novembre 1999 ha approvato a larga maggioranza una risoluzione (n. 262) nella quale si chiede al governo italiano di riconoscere il Veneto come lingua;

–      il Governo regionale del Veneto nel marzo 1995 ha pubblicato un “Manuale della Grafia Veneta Unitaria”;

–      una variante della lingua veneta, el talian, è per una settimana all’anno lingua ufficiale di Serafina Correa, stato del Rio Grande do Sul in Brasile, in onore alle centinaia di migliaia di immigrati veneti che risiedono in Brasile e che ancora parlano questa lingua;

–      la lingua veneta, nelle varianti istro-veneta e dalmato-veneta continua ad essere parlata in diverse comunità della Slovenia e della Croazia;

–      nella toponomastica ufficiale di diversi comuni del Veneto si usa correntemente il bilinguismo (vedi per esempio Spresiano-Spresian e Visnadello-Visnadel).

MODIFICA DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1999, N. 482 “NORME IN MATERIA DI TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE STORICHE”

Articolo 1
  1. L’articolo 2 è così sostituito:
Articolo 2
  1. In attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princípi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano, il sardo e il veneto”.

Rosanna Rado

Segreteria Consigliere Segretario Antonio Guadagnini

e Gruppo Indipendenza Noi Veneto

Palazzo Ferro-Fini

San Marco, 2233

30124 VENEZIA

Tel. 041/2701491 fax 041/2701492

e-mail [email protected]

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1 COMMENT

  1. Vedo con dispiacere che nella proposta di modifica della Legge manca la lingua piemontese, riconosciuta dal Consiglio d’Europa come lingua minoritaria, lingua codificata e più antica dell’italiano. Chiunque prenda in mano la proposta e mastichi un po’ della materia penserebbe subito “perché il veneto si ed il piemontese no? si aprirebbe la strada ad un mucchio di contestazioni”

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