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I “patrioti veneti” insistono: non temiamo l’italia, paese occupante

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bedin-clnvdi REDAZIONE (Corriere.it)

Il popolo veneto. «Oltre 3500 anni di storia ». Lo Stato italiano. «Un artificio». La Lega Nord. «Ha fatto il gioco dello Stato, “dividi et impera”, dimenticando che i meridionali hanno subìto l’annessione all’Italia tanto quanto noi». I partiti. «Né quello né un movimento: siamo un soggetto di diritto internazionale, abbiamo formato anche l’Autorità Nazionale Veneta, in quella ci riconosciamo». E infine le tasse. «Quando superano il 50 per cento è già schiavitù. Siamo colonizzati, vogliamo solo che la gente lo sappia: firmando la dichiarazione di Nazionalità Veneta chi non paga le tasse non è un evasore». La gente sono piccoli imprenditori, famiglie, pensionati, giovani. Quelli che si ritagliano una serata intera per ascoltare la storia del popolo veneto, come a scuola, dove «dovrebbero insegnare l’Orazione del Gonfaloniere di Perasto di Giuseppe Viscovich». Quelli che fotografano le slide in cui si sostiene come l’ex ministro leghista Roberto Calderoli, nel 2010, abbia «abrogato in via definitiva la conversione in legge del decreto con cui “le province Venete fanno parte del Regno d’Italia”: forse pensava che nessuno se ne sarebbe accorto… beh, ce ne siamo accorti noi». Quelli che, dopo tre ore d’incontro, alzano la mano per chiedere: «Oltre alle cartelle fiscali possiamo non pagare le multe sul treno e il ticket in ospedale?».

L’incontro è di mercoledì sera, sala civica di Caldiero, circa 60-70 persone, di fronte a loro Patrizia Badii e Maurizio Bedin, leader e segretario del gruppo «veronese» del Comitato liberazione nazionale veneto, divisosi da quello «vicentino» capeggiato da Ruggero Peretti. È un incontro diverso dagli altri perché a 24 ore prima risale la notizia dell’indagine della procura di Vicenza, istigazione anti-Fisco uno dei reati ipotizzati, 25 attivisti sul registro degli indagati. «Domani (oggi, ndr) facciamo denuncia all’Aia – dice Badii – L’unica maniera che hanno per fermare il risveglio delle coscienze dei popoli è incutere terrore in chi ancora non s’è avvicinato alla libertà. Il messaggio è: occhio, questi vi fanno arrestare. Nulla di più falso, i nostri strumenti di battaglia sono tutti legali». Badii, Bedin e gli altri non vogliono essere chiamati «venetisti», semmai «patrioti, perché siamo già liberi», e dicono di avere due alleati: «La storia e il diritto internazionale, che si basa su fondamenti storici. Primo: senza il passaggio storico che dà riconoscimento al popolo veneto non potremmo rivendicare nulla. Secondo: l’abrogazione dell’annessione della Venethia si può esercitare “de iure”, cioè la formula che prevale sempre nei tribunali internazionali, dichiarandosi soggetti di Nazionalità Veneta attraverso il Comitato». Si rivendica, allora, la storia della Repubblica Serenissima. «Il Veneto di cui parliamo noi sono i territori della Serenissima, nazione fondante dell’Europa per civiltà, storia, cultura». La gente annuisce. «In quanto soggetto di diritto internazionale non ci riconosciamo in questo Stato occupante, e siamo i primi in Italia, seguiti dal movimento per la Sardegna, la Napolitania e gli indipendentisti toscani».

logo-clnvLa gente applaude e Bedin spiega: «Firmando la dichiarazione di Nazionalità Veneta si diventa giuridicamente liberi». All’Onu, di quelle dichiarazioni, Badii e Bedin ne hanno portate alcune migliaia e gli incontri del Cnl servono anche a raccontare questo «percorso legale di decolonizzazione iniziato a fine 2014». Percorso su cui s’è inserita la procura di Vicenza. «Non ho niente da temere», dice Bedin, «le nostre rivendicazioni vengono spacciate per aria fritta ma vado avanti». È la battaglia contro «uno Stato che fino a due anni fa chiedeva al Veneto 21 miliardi di residuo fiscale, così ogni cittadino veneto subisce il debito pubblico senza averlo mai creato, visto che il Veneto è sempre in attivo». È la rivendicata lotta anti-Fisco che scalda la sala civica di Caldiero. «Lo Stato ci manda le tasse su legge del 1947 ma non entra mai nel merito delle leggi internazionali che citiamo – fa Badii – Sappiate che potete rigettare una cartella e se entro 120 giorni lo Stato non impugna il rigetto, il debito viene estinto: attenzione, non succede per tacito assenso, quindi dovete impugnare tutto voi. Abbiamo gli avvocati, per questo, e non chiediamo nulla per le consulenze: Tutela Gens Venete, via 28 gennaio, a Verona». E la gente della sala civica di Caldiero, quell’indirizzo, se lo segna.

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3 COMMENTS

  1. E del 1947 la legge richiamata dal Procuratore Cappelleri per perseguitare il Patrioti Veneti che portano avanti il Principio di DECOLONIZZAZIONE.
    Le leggi di diritto internazionale sono al di sopra della COSTITUZIONE ED IL DIRITTO POSITIVO ITALIANO.
    MESSAGGIO PER LA REDAZIONE – CORREGGERE IL REFUSO OSSIA , CI VOGLIONO 220 GIORNI PER LA DECADENZA DELLA GABELLA E NON 120 COME RIPORTATO.

  2. che siamo una Repubblica Veneta Indipendente e sovrana l’abbiamo anche votato secondo il diritto di autodeterminazione dei popoli in un Referendum autogestito dal Popolo Veneto tra il 16 e il 24 marzo 2014, oltre a tutti gli argomenti citati nell’articolo, storici e giuridici… perciò come può questo Stato romanocentrico famelico e fasullo, costruito con la forza e l’inganno, continuare a vessare la gente veneta con pretese assurde… si accontenti di tirar avanti con quel che gli piove ancora dagli ignari fin che sarà eclatante il riconoscimento internazionale del nostro diritto di esistere e di autogovernarci in piena libertà…
    il vantaggio non sarà solo dei Veneti ma di tutti quelli che riusciranno a fare altrettanto… e sarà la pace finalmente… e il nuovo rinascimento per tutti!

  3. Molto interessante il rigetto delle tasse.
    Ma non capisco esattamente come.
    Non capisco il riferimento al 1947.
    Tutto si incentra su una incisiva protesta fiscale.
    Così va meglio.
    Allora, forse, i veneti avranno udienza e risultati.

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